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Coronavirus e quarantena, cosa vuol dire e in cosa consiste

La parola “quarantena” è ormai entrata a far parte delle nostre vite quotidiane. Per contrastare l’emergenza coronavirus il governo italiano ha emanato il Decreto #iorestoacasa, invitando tutti i cittadini a seguire le regole in esso contenute. La logica dell’atto governativo è quella di incentivare il distanziamento sociale al fine di limitare i contagi.

Per poter meglio comprendere l’efficacia della quarantena e passare in rassegna una serie di attività interessanti con le quali possiamo intrattenerci a casa nel corso di queste settimane, vogliamo partire dalle basi, rispondendo a una delle domande più diffuse del momento: cosa vuol dire “quarantena” e in cosa consiste nello specifico?

Quarantena, significato e curiosità

Il termine “quarantena” deriva dal veneziano “quarantina” e indica il periodo di isolamento obbligatorio e osservazione medica della durata di 40 giorni a cui devono essere sottoposte le persone (ma anche animali o cose) che provengono da zone in cui si è diffusa una malattia particolarmente grave. Mettere in quarantena qualcuno significa, quindi, isolarlo dal resto della comunità per scongiurare il rischio di diffusione del contagio e arginare l’epidemia.

La quarantena come profilassi pubblica ha alle spalle una storia secolare. Se in origine si riteneva che la separazione tra persone infette e popolazione sana dovesse protrarsi per 40 giorni, col passare del tempo la durata ha, invece, subito modifiche in base alla malattia, ai tempi d’incubazione del virus e al periodo necessario per mettere in atto un’adeguata disinfezione.

La prima ad ufficializzare l’uso della quarantena come pratica sanitaria fu la Repubblica di Venezia nel Trecento per combattere la peste nera e la propagazione dei contagi via mare, ma questo protocollo sanitario fu poi esteso anche agli altri porti. Alle navi che arrivavano dall’Oriente (a cui viene fatta risalire l’epidemia) fu inizialmente imposto di attendere 30 giorni prima di sbarcare, per poi passare ai canonici 40.

Perché proprio 40 giorni?

Le interpretazioni a riguardo sono diverse. Alcuni fanno riferimento ad Ippocrate e alle sue teorie sulle malattie acute, per le quali occorrevano 40 giorni di cura prima di ottenere una guarigione; altri scomodano l’astronomia babilonese o Pitagora. Altri ancora puntano sul valore simbolico che il numero 40 ha nella Bibbia (40 sono i giorni della Quaresima e dell’Avvento, ma anche del Diluvio Universale e del digiuno di Gesù Cristo nel deserto).

Fatto sta che la durata della quarantena così come si è soliti intenderla ha dimostrato, nel corso dei secoli, di essere efficace nella prevenzione di epidemie di una certa entità, come peste e colera. I vari Stati, poi, hanno diramato leggi ad hoc per regolare l’applicazione delle misure di isolamento, contemplando anche tempi diversi rispetto alla classica estensione del periodo.


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