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3 album da ascoltare almeno una volta nella propria vita

La musica può rendere liberi” [Bob Marley]

L’aforisma può risultare scontato ma diventa una sentenza artistica permeata dai difficili giorni che ci accompagnano da mesi.

È bene allora soffermarsi su quanto la musica possa essere una dolce compagna, una guida, una via di fuga al di fuori di quel che sembra un labirinto inestricabile.

Ogni giorno, seppur di sottofondo, la musica segue lo scandire del tempo e mai è stato così semplice poterla raggiungere: i più vari servizi musicali (Spotify, Amazon Music, Youtube Music e molti altri) accorciano le distanze dalla voce del nostro cantante preferito, dalle band che hanno segnato i nostri giorni più belli.

Allora perché non esplorare tre degli album che hanno segnato la storia, riempiendo il tempo libero che abbiamo a disposizione?

Bob Marley – Legend (1984)

Predestinato. Inutile dire che Robert Nesta Marley, ai più Bob Marley, rappresenta tuttora il maggior esponente del genere reggae. Legend è una raccolta dei suoi singoli che hanno avuto più successo, confermando l’amore per la sua musica con più di 33 milioni di copie vendute.

Se volete catapultarvi per circa un’ora al di là dell’Atlantico, avete allora la possibilità di farlo.

Beatles – Abbey Road (1969)

Padri fondatori. La considerazione che abbiamo del pop-rock è da legarsi in modo indissolubile ai Fab Four.

I Beatles rappresentano musica solida, permeata di un concept da trascrivere su di un testamento impermeabile al tempo.

Abbey Road è l’album conclusivo di un gruppo che ha scritto pagine indelebili sulla storia della musica: si consiglia di ascoltare l’importanza di ogni singola parola e renderla propria. Un’esperienza storica-culturale.

Miles Davis – Kind of Blue (1959)

Poetico. Un album in cui hanno partecipato figure mistiche quali John Coltrane, Bill Evans e Paul Chambers.

La semplicità della melodia lascia un segno indelebile. L’importanza di quest’album risiede nel fatto che si apre una nuova strada di libertà, di creatività per i musicisti jazz: si abbandonano i limiti degli accordi, sperimentando un suono più fluido grazie all’improvvisazione sulle scale (otto note consecutive da un’ottava a quella successiva).

La libertà di cui si parla viene trasmessa all’ascoltatore il quale, trasportato sulle onde dell’emozione, non può fare altro che inchinarsi ad uno dei più grandi geni musicali. Un sogno ad occhi aperti.

Ci sarebbero tanti altri album e artisti che potrebbero essere citati, i quali a loro modo ci hanno segnato positivamente. I tre sopra descritti rappresentano parte di questo mondo e meritano, senza ombra di dubbio, l’attenzione delle nostre orecchie e del nostro cuore.

Non resta allora che augurarvi un buon ascolto!


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